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Umidità

28 giugno 2020
Umidità
Un vero nemico?

Generalmente la parola umidità ad un primo ascolto ha un’ accezione negativa, succede però poi che se spiegata o inserita in contesti specifici si riabilita, ma è indubbio che il primo sentimento è di difesa, di reazione come se si trattasse di un nemico.

Ma l’umidità è davvero un nemico?
Anzitutto un po di chiarezza sulla destinazione di questo approfondimento, vogliamo parlare di umidità dell’aria e non dell’umidità dei muri, quest’ultima infatti è solo una lontana parente di ciò che si vuole approfondire in questa sede. Ad accumunare queste due forme di acqua nelle nostre case o in ufficio sono le conseguenze che esse hanno sulla salute, entrambe infatti sono un fattore di rischio per lo sviluppo e la permanenza di muffe e funghi, e quindi di batteri e virus.

Cerchiamo anzitutto di capire meglio cos’è l’umidità dell’aria.
È la quantità di vapore acqueo contenuto in essa, viene misurata in grammi per metro cubo con uno strumento chiamato igrometro e viene dettagliata secondo le seguenti definizioni:

    umidità assoluta è il vapore acqueo contenuto in un metro cubo d’acqua;
    umidità specifica è il rapporto tra il vapore acqueo e la massa d’aria in essa contenuto, questa misura cambia in relazione a temperatura e         pressione ed è la misura più utilizzata;
    umidità relativa indica la percentuale di vapore acqueo contenuto nell’aria e la quantità massima che quella stessa massa d’aria può contenere a pari condizioni di pressione e temperatura.


L’acqua è dunque un elemento che fa parte dell’aria che respiriamo e con cui la nostra pelle e mucose vengono costantemente in contatto, e come tale influisce sulla nostra salute. In base alla quantità contenuta nell’aria può avere effetti positivi o negativi, e dunque essere un’alleata o un nemico per il nostro benessere.

Un basso tasso di umidità dell’aria, sotto 30 %, può generare secchezza delle vie respiratorie cioè bassa salivazione, labbra screpolate, mal di gola, respiro affannoso e in casi estremi asma. L’umidità arriva fino in fondo ai nostri polmoni, nelle parti più profonde e piccole, i bronchioli, là dove avvengono gli scambi di ossigeno con il sangue, la giusta idratazione rappresenta una condizione fondamentale per questi meccanismi vitali.
Quindi un’aria troppo secca non è salutare, ma nemmeno troppo umida va bene, l’acqua è infatti l’ambiente fondamentale per la proliferazione di muffe e funghi che possono diventare pericolosi per allergie cutanee e respiratorie, rinite, congiuntivite. Persino la presenza di parassiti può essere influenzata dal tasso di umidità: gli acari della polvere. Questi animali vivono in ambienti umidi caldi e mal ventilati.
Le loro condizioni ottimali di vita e proliferazione sono di umidità al 75-80% e temperatura di 25°-28°C. Si pensi che in un grammo di polvere ci sono 3 acari in ambienti secchi e 83 in ambienti umidi, e un solo grammo di polvere può contenere fino a 1.500 acari. Acari significano allergia che provoca dermatiti e asma in forme più o meno gravi.

Oltre ai rischi per la salute, un tasso troppo alto (70 %) o basso (40 %) di umidità, esaspera la percezione della temperatura facendoci sudare o rabbrividire secondo la sensazione che abbiamo del caldo (afoso) o del freddo (umido) e non secondo quelle che sono le reali temperature.
Capito che l’umidità è sempre da considerare in relazione alla temperatura, vediamo quali sono le coordinate di massima dei migliori rapporti tra i due fattori:

    18° di temperatura, umidità relativa del 60 %
    20° di temperatura, umidità relativa del 50 %
    23° di temperatura, umidità relativa del 40 %


Valori validi per adulti in buona salute in uno stato di riposo e non di lavoro o movimento frenetico. Per profili più sensibili come bambini, anziani o malati, questi parametri vanno rivisti seguendo consigli medici specifici.
Sempre in linea generale nei diversi ambienti casalinghi i parametri consigliati possono variare in relazione alla vita e alle condizioni particolari che alcuni ambienti richiedono. Per esempio in cucina esiste l’emissione di vapore dalle procedure di cottura, dunque nella forbice tra i 40 % e 60 % bisognerebbe tendere al valore basso che sarà compensato appunto dal vapore acqueo in più.

Premettendo che ad influire sull’umidità dell’aria esterna sono sistemi ambientali ampi su cui poco possiamo fare, su quelli interni alla casa o all’ufficio invece possiamo intervenire. Esistono anzitutto strumenti per la lettura dei parametri, alcuni di questi gestiscono in automatico gli apparecchi controllando il loro operato o il mantenimento degli standard. A fare il lavoro fisico sono i condizionatori, gli umidificatori e i deumidificatori che singolarmente o in collaborazione modulano le loro attività per il raggiungimento delle condizioni ottimali o a soddisfazione delle singole esigenze.

Vogliamo suggerire, per situazioni senza particolari esigenze, che le abitudini “di sempre” possono aiutarci a mantenere sana l’aria delle nostre case:
arieggiare quotidianamente, far entrare più luce possibile dalle porte e finestre, umidificare laddove vi fosse la presenza di fuoco vivo (camini o stufe), infine considerare le piante come amici strategici per l’equilibrio dell’umidità nell’aria. In particolare con problemi di umidità: tillandsia cyanea, la begonia, l’epiphyllum, la kalanchoe, la sanseveria. In caso invece di aria secca: areca palmata, palma di bambù, felce di Boston.


8 settembre 2020
Nel tempo trascorso dall’inizio della pandemia ad oggi diverse ricerche hanno dimostrato la stretta relazione tra gli alti tassi d’inquinamento atmosferico e il diffondersi del Covid-19. In merito abbiamo pubblicato sul nostro blog il position paper rilasciato dalla Società Italiana di Medicina Ambientale, che in tempi non sospetti, approfondiva in merito alla veridicità della relazione tra l’esponenzialità dei contagi e gli alti tassi d’inquinamento atmosferico, e non solo in termini numerici ma anche per velocità di diffusione del virus. Dal punto di vista dell’aria indoor, cioè l’aria che respiriamo negli ambienti domestici e lavorativi, è facile capire quanto questo tipo di relazione sia vincolante e vincolata: più l’aria esterna è inquinata e meno possiamo farla entrare nelle nostre case o uffici, ma meno possiamo ricambiare l’aria interna più a rischio siamo di contagio. La soluzione è avere un buon sistema di purificazione dell’aria indoor, che garantisca l’abbattimento delle particelle veicolo di virus e batteri.
Autore: Simone Benvenuto 17 agosto 2020
In questi giorni di viaggi, spesso, ci si chiede perchè in aereo i posti possono essere tutti occupati e al contrario su altri mezzi, come treni e bus, lo stesso è vietato potendo occupare solo posti alternati tra le persone per garantirne il distanziamento. La questione è tecnica e tecnologica, negli abitacoli degli aerei l'aria che si respira subisce un trattamento di filtrazione raffinata, cioè passa attraverso filtri che impediscono anche alla particella più piccola di passare e di veicolare qualsiasi forma di batteri o organismi. Per fare un esempio la qualità di queste soluzioni filtranti sono le stesse utilizzate nelle sale operatorie degli ospedali. Dunque la soluzione per una vita al riparo da rischi di contaminazioni all'interno degli spazi limitati esiste. Mettiamo qui a disposizione una circolare dell'Istituto Superiore di Sanità, risalente al periodo di maggior diffusione del Covid-19 in Italia, che approfondisce l'importanza della filtrazione dell'aria come azione preventiva per il controllo della diffusione dei virus attraverso l'aria.
batteri condizionatori d'aria
26 giugno 2020
La Legionella è uno dei batteri che si possono sviluppare all'interno dei condizionatori d'aria, per ridurre i rischi di tale pericolosa contaminazione bisogna operare una metodica manutenzione e sanificazione.
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